Call for Papers

OPEN CALL FOR PAPERS

Sezione Tema: Vol. 30, n. 1, 2026

 

Fichte y la revolución francesa

a cura di Silvestre Gristina e Lucas Damián Scarfia

E-mail: silvestre.gristina@unipd.it / lucasdamianscarfia@gmail.com

Scadenza della CFP: 30 maggio 2026

 

La Rivoluzione Francese è, secondo le maggiori interpretazioni storico-filosofiche, l’evento politico di maggiore rilevanza del XVIII secolo, e la sua influenza è stata determinante sia per lo sviluppo della filosofia europea del XIX secolo, sia per le trasformazioni sociali, politiche, economiche e morali della modernità e persino della contemporaneità. Nel contesto della Germania di fine Settecento, non ancora ufficialmente unificata, e contro la maggior parte degli intellettuali che, soprattutto dopo il periodo del Terrore, criticarono e respinsero il movimento rivoluzionario, Johann Gottlieb Fichte (1762-1814) recuperò il significato filosofico libertario della Rivoluzione. Inoltre, Fichte paragonò l’evento storico rivoluzionario all’evento filosofico rivoluzionario rappresentato dal suo sistema di pensiero, la Dottrina della scienza (Wissenschaftslehre). Ciò è attestato nella celebre lettera a Baggesen dell’aprile/maggio 1795, nella quale afferma: «Il mio sistema è il primo sistema della libertà. Nello stesso momento in cui questa nazione [la Francia] ha liberato l’uomo dalle catene esteriori, il mio sistema lo ha liberato dal giogo della cosa in sé […] e i suoi primi principi fanno dell’uomo un essere autonomo».

La prospettiva fichtiana sulla Rivoluzione emerge in modo particolare, in dialogo critico con il testo di A. W. Rehberg (1757-1836), Untersuchungen über die Französische Revolution (1793), nell’opera – talvolta liquidata dalla storiografia come un semplice pamphlet – Beitrag zur Berichtigung der Urtheile des Publicums über die französische Revolution (1793), parte degli Revolutionsschriften, insieme soprattutto alla Zurückforderung der Denkfreiheit von den Fürsten Europens die sie bisher unterdrückten (1793). In quest’opera, come esplicitamente indicato dal titolo, Fichte si propone di rettificare il giudizio del pubblico sulla Rivoluzione. Tale rettifica lo conduce all’elaborazione di un pensiero che, sebbene a tratti complesso e denso, è estremamente ricco sul piano concettuale, in relazione al modo in cui, secondo il filosofo, devono configurarsi le relazioni tra esseri umani. In questo contesto, Fichte introduce nella sua riflessione concetti centrali della tradizione filosofico-politica moderna, quali – tra gli altri – Stato, Stato di diritto, coercizione, violenza, potere, obbedienza, punizione, timore, guerra, giustizia/ingiustizia, mostrando le difficoltà che proprio l’organizzazione politico-statale della coesistenza umana comporta per gli esseri umani. In questo senso, Fichte recupera la Rivoluzione Francese come insegnamento morale e come quadro pedagogico relativo ai diritti e al valore dell’essere umano.

Con questo numero, la Revista de Estud(i)os sobre Fichte intende proseguire e ampliare il lavoro che, negli ultimi anni, diversi specialisti di differenti aree geografiche e università hanno sviluppato e presentato in congressi e giornate di studio. L’obiettivo è rafforzare l’esegesi di un periodo e di alcune opere del corpus fichtiano che, in termini relativi, non hanno ricevuto la stessa attenzione bibliografica riservata ad altri testi successivi.

Linee di ricerca proposte – non esaustive:

  • Il modo in cui Fichte interpreta la Rivoluzione Francese in relazione alla possibilità dei popoli di modificare la propria Costituzione politica.
  • Il rapporto tra le sfere della morale e della politica così come delineato da Fichte nelBeitrag.
  • Il proto-anarchismo di Fichte nelBeitrag.
  • Il confronto tra le posizioni filosofico-politiche di Fichte negliRevolutionsschriften e quelle di altri suoi testi successivi di filosofia pratica.
  • Il contrasto nella visione fichtiana della nazione francese tra il periodo rivoluzionario e l’avanzata napoleonica.
  • Il rapporto tra la Rivoluzione Francese come evento storico e laWissenschaftslehre come evento filosofico.
  • Il dibattito intellettuale coevo a Fichte sulla Rivoluzione, con riferimento a Edmund Burke, A. W. Rehberg, Friedrich von Gentz, Immanuel Kant, Georg Wilhelm Friedrich Hegel, tra gli altri.
  • Letture filosofico-politiche contemporanee dell’interpretazione fichtiana della Rivoluzione.

MODALITÀ DI INVIO DELLE PROPOSTE

Entro il 30 maggio 2026, i contributi devono essere trasmessi esclusivamente tramite la piattaforma OJS della rivista. Gli autori devono  registrarsi o effettuare il login quindi procedere al caricamento dei materiali richiesti. Gli articoli non devono superare le 10.000 parole. Le lingue privilegiate dalla rivista sono lo spagnolo, l’italiano e il portoghese; tuttavia, sono accettati anche contributi in francese, inglese e tedesco. Per quanto riguarda il formato delle citazioni e dei riferimenti bibliografici, si rimanda alla sezione norme di pubblicazione sul sito web della rivista.

CFP - Vol. 30, n. 1, 2026

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CFP PERMANENTE per la sezione "VARIA"

La sezione “Varia” della Rivista di studi su Fichte  accoglie contributi tematicamente indipendenti rispetto alla sezione tematica che caratterizza ogni uscita della rivista. Le proposte possono essere inviate alla redazione in ogni momento e a prescindere dalle scadenze relative alla Call for Papers tematica.

I contributi (max 10.000 parole)  dovranno essere inviati, in forma anonima, tramite la piattaforma OJS inserendoli nella sezione VARIA. Le proposte devono essere accompagnate da un abstract (max 1.000 battute, spazi inclusi) e 5 keywords. Oltre che in italiano è possibile scrivere in spagnolo, portoghese e inglese. Tutti i contributi saranno sottoposti a double-blind peer review.